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	<title>Motivazione &#8211; Daniele Giudici</title>
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	<title>Motivazione &#8211; Daniele Giudici</title>
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		<title>Evviva la Zona di comfort: è la tua forza, non il tuo punto debole</title>
		<link>https://www.danielegiudici.it/evviva-la-zona-di-comfort/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Giudici]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2021 10:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Con questo post imparerai… che tutti i libri di motivazione tendono a considerare la zona di comfort come un nemico da abbattere, e invece no.                   Praticamente tutti i libri di crescita personale e di auto-aiuto parlano di &#8220;zona di comfort&#8221;. E ne parlano male perché sembra quasi che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #000000;">Con questo post imparerai… che tutti i libri di motivazione tendono a considerare la zona di comfort come un nemico da abbattere, e invece no.                  </span></h5>
<p><span style="color: #000000;">Praticamente tutti i libri di crescita personale e di auto-aiuto parlano di &#8220;zona di comfort&#8221;. E ne parlano male perché sembra quasi che sia la causa della disperazione e dello stato di insoddisfazione e di malessere della propria vita. Quante volte avrai sentito o letto frasi come &#8220;la vita inizia dove finisce la zona di comfort&#8221; oppure &#8220;devi uscire dalla zona di comfort e buttarti nella mischia del mondo&#8221; e così via. Ogni riferimento è puramente dispregiativo perché intendono come un problema la &#8220;zona di comfort&#8221;, ovvero quell&#8217;area psicologica e fisica di sicurezza in cui ci rifugiamo per non soffrire.<br />
Un esempio classico è: vorrei un lavoro più soddisfacente ma ora ho un lavoro che mi occupa tutta la vita, che mi garantisce uno stipendio, che mi fa dormire sonni tranquilli perché garantisce i miei bisogni di sicurezza (la zona di comfort) mentre invece per migliorarmi dovrei licenziarmi, mettermi a studiare per il nuovo lavoro, reinventarmi, cercare nuovi contatti (uscire dalla zona di comfort).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo processo di crescita personale è corretto: se si ha un obiettivo bisogna darsi da fare per raggiungerlo, altrimenti si resta nel campo della lamentela. Però&#8230;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>COSA E&#8217; LA ZONA DI COMFORT</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Partiamo dall&#8217;inizio. La zona di comfort è quell&#8217;ambiente psicologico o anche fisico che ci siamo creati per farci stare bene/sentire al sicuro. Può essere un lavoro, un partner, un hobby, la casa, ognuno ha il suo personale spazio. L&#8217;essere umano però non è così. L&#8217;uomo preistorico non si accontentava di cacciare a mani nude e ha pensato a usare un oggetto (arma) per per uccidere e mangiare le sue prede. Poi ha pensato a prenderne la pelle per farsi dei vestiti e a trovare un mezzo per riscaldarsi nei periodi freddi (fuoco). Successivamente ha cercato un modo alternativo alla carne per i periodo in cui era difficile cacciare (agricoltura). Questo è l&#8217;essere umano, è costantemente &#8220;in progress&#8221;, sempre alla ricerca di una nuova soluzione che sostituisca la precedente anche se quella tutto sommato va bene. Ovvero: lasciare la sua zona di comfort (cacciare gli animali a mani nude) per cercare nuove soddisfazioni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>LA VERITA&#8217; SULL&#8217;ABBANDONARE LA ZONA DI COMFORT</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Da allora, ovviamente, ne è passato di tempo e ogni persona che abbia vissuto sulla terra ha contribuito a far fare un passo avanti all&#8217;umanità. Guardate gli ultimi anni: se Jeff Bezos non avesse deciso di investire in una società di vendita per corrispondenza non avremmo avuto Amazon. Se Steve Jobs non avesse dedicato il suo tempo a costruire dei computer compatti e belli non avremmo la Apple e se Zuckerberg fosse rimasto nella sua zona di comfort (giocare ai videogiochi, bere birra con gli amici e stop) non avremmo avuto Facebook. </span><br />
<span style="color: #000000;">La questione però non è zona di comfort sì, zona di comfort no. La questione è: perché cerchiamo altro? E soprattutto, a cosa siamo disposti a rinunciare? Ognuna di quelle persone aveva delle spinte psicologiche e sociali molto forti, erano disposte a perdere tutto perché non avevano granché: erano stati licenziati o si erano dimessi (Bezos) oppure erano studenti disoccupati con tempo da perdere e grandi sogni (Jobs e Zuckerberg). In questi casi la zona di comfort, semplicemente, non esisteva o era compromessa e andava ricostruita. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ora, ripensa a tutti quei manuali di crescita personale che fanno esempi di grandi persone che hanno abbandonato la zona di comfort e hanno avuto successo. Segnati i loro nomi e studia la loro storia personale. Quanti davvero hanno lasciato un ambiente tutto sommato sano per un grosso buco nero? Quanti hanno lasciato il certo per l&#8217;incerto? Arianna Huffington, Bill Gates, i fratelli Dassler, J. K. Rowling, la sfilza di nomi di persone di successo è lunga e tutti partono da una zona di comfort più o meno inesistente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #993300;">E&#8217; SBAGLIATO COMBATTERLA</span></strong><br />
<span style="color: #000000;">Certo qualcuno che ha lasciato un lavoro sicuro ma insoddisfacente e che poi ha trovato il successo c&#8217;è, ovviamente. Si pensi a Carlo Conti che lavorava in banca, a Joe Bastianich che era un broker di Wall Street e tanti altri, ma qui torna la domanda: quanto si è disposti a lasciare uno stipendio fisso, un partner tranquillo, una casa dove riposarsi per qualcosa che può portare al successo (quindi soddisfazione) o all&#8217;insoddisfazione (quindi a una situazione peggiore di prima)? Perché Carlo Conti ha lasciato la banca negli anni &#8217;80 e il successo è arrivato più di dieci anni dopo e nel frattempo ha fatto molta fatica. Bastianich ha lasciato il lavoro di broker ma i suoi genitori avevano dei ristoranti quindi anche lui era abbondantemente nella sua zona di comfort.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ecco perché la zona di comfort va rivalutata e non va combattuta. E&#8217; un obiettivo e quando la si raggiunge si è felici. Poi, e qui torna l&#8217;istinto dell&#8217;uomo preistorico che è in noi, dopo un po&#8217; ci si annoia e si cerca altro e quello che abbiamo ci sta stretto. Questo è il momento in cui di solito cerchiamo le risposte nei libri e nei corsi di crescita personale e ci lasciamo convincere che &#8220;salto nel buio è bello&#8221;. Ma quando mai!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>UN SALTO NEL BUIO? NO GRAZIE</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Quello che bisogna fare è fermarsi e chiedersi cosa non ci rende felici. E&#8217; davvero il lavoro? E&#8217; veramente il nostro partner? Seriamente è la casa che abbiamo costruito con cura oppure la città dove abbiamo migliaia di ricordi?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Al 99,9% tutte queste non c&#8217;entrano nulla. Possiamo cambiare lavoro, partner, casa e città e dopo poco ci ritroveremmo al punto di partenza. Quindi, se la nostra situazione non ci piace, rimanendo ben saldi dentro la nostra zona di comfort, chiediamoci cosa vogliamo davvero e se non troviamo risposte allora chiediamo aiuto a un professionista qualificato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando si è compreso qual è il vero problema, allora apriremo di nuovo gli occhi e scopriremo che in fondo il nostro lavoro non è male, anzi, è anche divertente frequentarlo. Che il nostro partner è diventato qualcosa che non ci andava bene anche in reazione ai nostri comportamenti. Oppure che la casa è bella e al massimo posso cambiare qualcosa o affittarne/comprarne una nuova ma senza fretta. E che la città offre molto di più di quanto credo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Risultato: ho ritrovato la felicità senza il famoso &#8220;salto nel buio&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>IL RISCHIO DI USCIRE DALLA &#8220;ZONA DI COMFORT&#8221;</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Ho già accennato al fatto che se non si capisce lo stato dell&#8217;insoddisfazione, poi il problema ritorna. Questo, però, va bene nel caso di un cambiamento positivo, del tipo che lascio il mio lavoro per uno più bello. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">E se invece il cambiamento fosse negativo? Ci ritroveremmo con un pugno di mosche in mano. Avevamo un lavoro retribuito, un partner con cui condividere la vita, una casa. Abbiamo lasciato tutto per? Nessun lavoro perché ci sovrastimavamo e poi ci siamo resi conto che non siamo così competitivi. Nessun partner perché, anche qui, non è che siamo proprio degli adoni o simpaticissimi. Una casa inferiore perché senza un lavoro bisogna ridurre le spese. In compenso in più abbiamo i rimorsi e i &#8220;ma chi me l&#8217;ha fatto fare&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>COSA FARE</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Si può uscire dalla zona di comfort, anzi, si deve, ma senza abbandonarla. Considerala una casa dove esci e poi ci rientri. Bisogna certamente capire i reali motivi dell&#8217;insoddisfazione, ma anche se non si ha voglia di fare un percorso di autoanalisi, si può sempre programmare tutto senza fare troppi casini. Si vuole cambiare lavoro? Bene, ci si iscrive all&#8217;università o ad un corso, si frequentano certi ambienti e solo quando avremo una certezza allora lasceremo il nostro lavoro. Oppure, si può sempre migliorare la propria posizione in azienda. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">E così via. Mollare tutto e ricominciare da zero è estremamente difficile e selettivo e comporta tutta una serie di variabili di cui bisogna tener conto: o si è spalle al muro o si hanno dei fondi da investire senza troppi problemi. Il resto è solo leggenda perché noi vediamo solo il risultato finale, ma nel frattempo il percorso è di grande sofferenza.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: right;"><span style="color: #000000;"><em>7821 CARATTERI TEMPO DI LETTURA: 5 MINUTI</em></span></h5>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manifesto del Fare: Le mie regole per smettere di lamentarsi</title>
		<link>https://www.danielegiudici.it/manifesto-del-fare-le-regole-per-non-lamentarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Giudici]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2021 14:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Con questo post imparerai… a smettere di lamentarti, per darti una mossa e cominciare ad agire. Da sempre si dice che il nostro più grande nemico siamo noi stessi. Vorremmo essere più bravi, più colti, più fortunati, più ricchi, più affascinanti, ma non muoviamo un dito per ottenere questi risultati. Ci lamentiamo, imprechiamo, però poi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #000000;">Con questo post imparerai… a smettere di lamentarti, per darti una mossa e cominciare ad agire.</span></h5>
<p><span style="color: #000000;">Da sempre si dice che il nostro più grande nemico siamo noi stessi. Vorremmo essere più bravi, più colti, più fortunati, più ricchi, più affascinanti, ma non muoviamo un dito per ottenere questi risultati. Ci lamentiamo, imprechiamo, però poi quando si tratta di fare le cose sul serio ci tiriamo indietro: abbiamo sempre qualcos’altro da fare, un altro impegno, un altro motivo per restare fermi. E lamentarci ancora.<br />
</span><span style="color: #000000;">In questo articolo ho raggruppato tutti gli insegnamenti che ho raccolto nella mia vita personale e professionale attraverso le mie esperienze dirette e frequentando professionisti di alto livello che ho avuto la fortuna di intervistare o di lavorarci insieme.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Le 10 regole per Agire con Successo </span></strong></p>
<ol>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Credici, perché la volontà è il motore del fare</strong><br />
</span><span style="color: #000000;">Ci sono mille motivazioni che spingono all’azione ma senza una consistente forza di volontà non andrai da nessuna parte. Devi volerlo davvero, devi crederci, devi essere tu a convincerti.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Diventa un esperto del tuo campo</strong><br />
</span><span style="color: #000000;">Se vuoi raggiungere con successo un obiettivo devi essere preparato. Quindi, studia tanto, diventa un esperto di quel settore e, in particolare, studia chi è già riuscito in quel campo: seleziona bene i tuoi maestri. </span></li>
<li><strong><span style="color: #000000;">Impara dagli errori<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">Non sei un neonato e nella tua vita hai già “fatto” molte cose, avrai affrontato mille sfide: molte ne avrai vinte, e molte ne avrai perse. Ogni errore commesso per cui avrai compreso la causa sarà un passo in avanti.</span></li>
<li><strong><span style="color: #000000;">Seleziona le risorse giuste<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">Non sei onnipotente, per riuscire hai bisogno di altri o di altro. Quindi, se ti serve un computer acquista quello giusto, se ti serve un professionista scegli quello giusto: migliore sarà il tuo “arsenale”, più probabile sarà la vittoria.</span></li>
<li><strong><span style="color: #000000;">Evita di porti dei limiti<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">Pensare che il tuo obiettivo sia troppo grande per te è un alibi enorme per non fare nulla. Niente è impossibile. Da adolescente sognavo di scrivere per un giornale importante e a 17 anni scrivevo tutti i giorni per “Il Messaggero” e a 21 dirigevo il mio primo settimanale nazionale da 50 mila copie vendute. Se vuoi, puoi davvero fare ogni cosa che desideri.</span></li>
<li><strong><span style="color: #000000;">Evita la procrastinazione<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">Se aspetti di essere “pronto” non partirai mai. La teoria è importante, ma la partita si gioca sulla pratica. Quando senti di avere le basi giuste, non aspettare oltre: ti perfezionerai strada facendo.</span></li>
<li><strong><span style="color: #000000;">Sperimenta e mettiti in gioco<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">Il bello del “fare” è che puoi scoprire nuovi aspetti di te che ignoravi. Ricominciare, reinventarsi, creare qualcosa di nuovo, è eccitante. Sperimenta, mettiti in gioco, non avere paura, ma fallo con cura, non improvvisarti, non avere fretta.</span></li>
<li><strong><span style="color: #000000;">Mettiti il “successo” in testa<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">La costante delle persone di successo è che durante la lavorazione dei loro progetti non hanno mai considerato la possibilità del fallimento. In testa avevano solo il successo, lo visualizzavano già: questo li spingeva a fare. Da bambino chiudevo gli occhi e mi vedevo in una redazione: pochi anni dopo dirigevo quella redazione con più di dieci collaboratori in tutta Italia.</span></li>
<li><strong><span style="color: #000000;">Suddividi in piccoli obiettivi e festeggiali<br />
</span></strong><span style="color: #000000;"><a href="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/10-regole-del-fare-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-202 alignright" src="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/10-regole-del-fare-1-209x300.jpg" alt="Manifesto del Fare di Daniele Giudici" width="209" height="300" srcset="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/10-regole-del-fare-1-209x300.jpg 209w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/10-regole-del-fare-1-383x550.jpg 383w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/10-regole-del-fare-1-348x500.jpg 348w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/10-regole-del-fare-1.jpg 501w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" /></a>Il segreto del fare non è tanto il fare, quanto il veder realizzate le proprie idee. Quindi, evita di pensare solo all’arrivo, ma suddividi il “viaggio” in tante piccole tappe raggiungibili e ogni volta festeggia il loro successo.</span></li>
<li><strong><span style="color: #000000;">Rispetta gli altri<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">Considera che ogni nostra azione avrà una ripercussione sugli altri, anche senza accorgercene. Quindi il tuo “fare” coinvolgerà altre persone, e non puoi fregartene, devi tenerne conto. Quando scrivo un articolo non so chi lo leggerà e se lo leggeranno, ma sicuramente questo avverà e in qualche modo “entro” nella sua vita. Per questo pongo massima cura nelle mie parole.</span></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #000000;">Preparati a lottare, a sudare, e ad avere successo<br />
</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ inutile pensare che tutto sia semplice, bello, limpido, anche nelle favole i Cavalieri affrontano degli ostacoli. Quindi, qualunque sia il tuo obiettivo, preparati a lottare, forse a cadere, preparati a subìre critiche, attacchi, invidie, ma tu vai avanti, non fermarti. Segui queste 10 regole, sembrano semplici e innocue, ma se le farai tue ti accorgerai che nulla potrà scalfirti. Sicuramente non sarà semplice, ma nulla lo è, non lo era neanche per il Cavaliere delle favole che alla fine riusciva a raggiungere il castello  e baciare la sua amata. Diventa quel Cavaliere, non avere paura, agisci!</span></p>
<h5 style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">4357 battute &#8211; Tempo di lettura: 4’</span></h5>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.danielegiudici.it/uncategorized/cult-of-done-by-daniele-giudici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ENGLISH VERSION</strong></a></p>
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