E’ una delle grandi speranze. Il Coronavirus con il caldo potrebbe sparire? La risposta è “forse”.

LA CINTURA DEL CORONAVIRUS: Guardando la mappa sviluppata dai ricercatori dell’Università del Maryland, che appartengono al Global Virus network che sta studiando il caso, e riportata da “Business Insider”, si nota che in una precisa fascia geografica il virus si è diffuso in modo più virulento. Nello specifico si tratta di un corridoio compreso fra:

  • 30 e 50 gradi di latitudine
  • temperature medie fra i 5 e gli 11 gradi
  • umidità tra il 46 e il 79 per cento
  • temperature medie stabili per un certo periodo

Cintura del Coronavirus

Guardando la mappa dei dati aggiornati al 15 marzo si nota chiaramente la diffusione di questi casi.

Nello specifico le temperature medie sono state:

  • Milano: fra 6 e 9 gradi (e umidità tra 68 e 75 per cento)
  • Wuhan: 6,8
  • Seoul: 7,9
  • Teheran: fra 7 e 15

Hanno notato inoltre che a 0 gradi il virus tende a morire e lo stesso farebbe con il caldo che degrada il rivestimento di grasso del virus portandolo alla morte non potendo infettare nulla. 

8,72 GRADI DI MEDIA: Sono dati confermati anche dai ricercatori della Beihang University che hanno analizzato un campione di 100 città cinesi con più di 40 casi accertati nel periodo fra il 21 gennaio (i primi casi) al 23 gennaio (il giorno dopo il Governo ha chiuso tutto). Si sono studiati i casi basandosi sulla densità di popolazione, le condizioni socio-sanitarie preesistenti e il clima. Il risultato è che in condizioni climatiche calde e umide, il rate di contagio è più basso mentre aria fredda e secca favorirebbe la trasmissione. Gli studiosi hanno anche fatto una previsione che il sito 3bMeteo ha chiarito con dei grafici:

Secondo un’altra ricerca dell’Università di Guangzhou, in Cina, il virus ama una temperatura media di 8,72 gradi (fra 6,70°C e 12,42°C). Insomma, l’ambiente ideale è quello freddo e questo farebbe ben sperare, ma non contiamoci troppo. L’unico modo per sconfiggerlo davvero è quello di isolarlo limitando i contagi.

GLI ESPERTI CONFERMANO: Che il Coronavirus con il caldo possa morire o, almeno, allentare la sua potenza, è una speranza di tutti, anche degli esperti. Il virologo Roberto Burioni sul suo sito Medical Facts ha spiegato che non si sa nulla, ma che sarebbe un bell’aiuto.

«Non tutti i virus si trasmettono allo stesso modo l’influenza si trasmette nel nostro emisfero nei mesi di gennaio febbraio e marzo poi va via, poi torna l’anno dopo. Perché? Non lo sappiamo con precisione. Lo stesso nome ‘influenza’ è perché gli antichi pensavano dipendesse dall’influenza degli astri. Possiamo sperare che anche il Coronavirus si trasmetta molto di meno. Potrebbe, perché passa attraverso piccole goccioline di saliva, che quando è più caldo possono durare di meno evaporando e questo può favorirci. Non è detto, ma possiamo sperare che avvenga, avremmo un aiuto inaspettato nel controllare l’epidemia, come una pioggia violenta su una foresta che brucia»

«Oggi però dobbiamo rallentare epidemia, avendo meno casi possibile all’arrivo del bel tempo. La possibilità di rallentare il virus dipende in grandissima parte dai nostri comportamenti individuali, ridurre al minimo i contatti personali. So che è un sacrificio grande che viene chiesto, sia a livello individuale che economico, ma dobbiamo tenere duro perché queste settimane sono decisive. Se riuscissimo a rallentare l’epidemia poi potrebbe arrivare l’aiuto insperato della primavera e dell’estate, e ci rifaremo»

Della stessa opinione anche il professor Matteo Bassetti, direttore Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, e Giancarlo Icardi, professore di Igiene all’università di Genova, ascoltati dal sito 3bmeteo

BASSETTI: «Questo Coronavirus è diverso perché mutato da un virus che era negli animali. Ad oggi non è ancora certo che sia un virus maggiormente legato al freddo e non si può affermare che con il caldo scomparirà. Ad esempio un Coronavirus della stessa famiglia contagiò numerosi cammelli in Medio Oriente nel 2014, in condizioni climatiche dunque non necessariamente fredde. Per contro invece la Sars, della medesima famiglia e scoppiata alla fine del 2002, si estinse nel luglio del 2003»

ICARDI: «Ad oggi non è ancora possibile stabilire delle interazioni tra questo nuovo virus e le temperature: il passato ci dice che i virus di questa famiglia spesso si indeboliscono con il caldo (Sars), tuttavia quello che ha scatenato la pandemia influenzale del 2009 è ancora oggi in circolo».
«L’aria aperta dovrebbe aiutare a limitare gli effetti del virus, se non altro perché si riducono le situazioni di stretto contatto collettivo in ambienti chiusi»

TORNERA’ IN AUTUNNO: Si spera, dunque, che il Coronavirus con il caldo possa allentare la sua forza perché non resisterebbe troppo alle alte temperature (usiamo il condizionale, perché non lo sa nessuno) e perché stando all’aria aperta avremmo meno occasioni per essere rinchiusi in locali al chiuso o per avere sbalzi di temperatura. Inoltre d’estate il nostro sistema immunitario si rinforza. Questo però non significa che basterà per ucciderlo del tutto, anzi, per gli esperti potrebbe soltanto spostarsi da una zona all’altra e poi tornare quando le temperature si abbasseranno di nuovo e quindi ritrovarci fra un anno allo stesso punto. Si spera, però, che per quel tempo si saranno conclusi i trial con i farmaci per contrastarlo e che il vaccino sia in arrivo.

RESTIAMO A CASA: Come si sconfigge un virus? Il virus è come una invisibile pallina di sapone colorata che teniamo in mano. Se ce l’ha solo una persona, un medico può arrivare e utilizzare un prodotto che la faccia consumare. Quando è finita, non c’è più. Stop.
Se invece quella pallina viene data ad altre persone, ognuna di queste si sporca e a loro volta quando queste persone incontreranno altre persone si macchieranno anche le altre. E’ un domino infinito a cui i medici non possono stare dietro. Anche perché quel macchiarsi, significa soffrire e, purtroppo, morire. 
L’unico modo, quindi, è fermarsi e non passare questa “pallina” a nessuno. Il passaggio avviene per via aerea, quindi parlando, tossendo, sputando, starnutendo, alitando, su altre persone o su alcune superfici che poi possono essere toccate da altre persone.
Questo è l’unico vero modo. Bisogna restare a casa e limitare il più possibile gli spostamenti e il contagio. Così ne usciamo fuori.