Mascherina fai-da-te | Daniele Giudici

Visto che le mascherine ufficiali non sono facili da trovare, tutto il mondo si sta ingegnando nel produrre mascherine utilizzando i materiali che si hanno a disposizione. Ma funzionano? Il concetto da tenere a mente per queste ultime è “meglio che niente“. La protezione non sarà eccellente, ma sempre meglio che andare in giro senza niente. Lo scrive anche il Governo nel DPCM del 26 aprile (articolo 3 comma 3): «possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso». Il Centers of Disease Control and Prevention (CDC) ha anche fatto dei tutorial per crearsi una mascherina fatta in casa. Sia a livello di articolo: https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/prevent-getting-sick/diy-cloth-face-coverings.html  e sia a livello video su Youtube con il video che pubblico in basso.

Anche il Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro ha spiegato che «sono raccomandate le mascherine di comunità, multistrato che si possono anche confezionare in casa, fermo restando che invece i modelli piu sofisticati Ffp2 e Ffp3 sono per uso diverso». E specifica: «non hanno standard specifici, ma servono semplicemente a contenere le nostre goccioline. Quindi mettendole proteggiamo le altre persone con cui entriamo in contatto».

Per avere un piano più completo sulle mascherine, però, leggi l’articolo che ho scritto sulle mascherine, la loro utilità, le tipologie e la loro efficacia. Non è tempo di fare confusione, bisogna essere informati.  


GLI STUDI SULL’EFFICACIA

Ok, ma sono efficaci a proteggerci? Ci sono alcuni studi che si sono concentrati su questa domanda:

  • Uno studio dell’Università di Firenze ha analizzato i dispositivi di protezione con un contatore ottico che conta le particelle che passano in base alla loro dimensione. Questa analisi ha bocciato le Mascherine in cotone perché tendono a bagnarsi con il respiro e hanno una bassa efficacia di filtrazione. Fibre come il lino o la viscosa hanno performance anche peggiori. La situazione migliora se al cotone sono abbinati materiali come il polipropilene.
  • Uno studio dei ricercatori dell’Agronne National Laboratory e dell’Università di Chicago mostra l’efficacia dei vari materiali delle mascherine fai-da-te nel contenere una gamma di dimensioni di particelle che vanno da circa 10 nanometri fino a 10 micrometri: le particelle di Coronavirus per via aerea hanno un diametro compreso tra 80 e 120 nanometri (nm).
    Si è scoperto che l’ideale è combinare più tipi di tessuto: ad esempio con combinazioni come “cotone-seta”, “cotone-chiffon” o “cotone-flanella” si ha una efficienza maggiore dell’80% per particelle inferiori a 300 nm e maggiore del 90% per particelle maggiori di 300 nm. In particolare il cotone “offre prestazioni migliori a densità di tessitura (con un alto numero di fili) più elevate”.
  • Il New York Times ha elencato i migliori materiali utili per le mascherine fai-da-te in base ai test effettuati dalla Smart Air, azienda che produce depuratori d’aria. Secondo queste analisi ecco le capacità di filtraggio di particelle grandi (droplet) e di quelle piccole (aerosol) di alcuni tessuti:
    • Jeans e tela: filtrano più del 90% dei droplet e circa un terzo di aerosol;
    • Imbottitura del reggiseno: quelli in mussola e spugna catturano il 76% dei droplet e il 14% di aerosol;
    • Panni di carta (a due strati) e asciugatutto: filtrano il 96% di droplet e il 33% di aerosol;
    • Asciugamani assorbenti usa e getta (usati dai meccanici o in alcuni negozi): filtrano l’87% dei droplet e il 19% di aerosol;
    • Federe 100% cotone con trama a 100 fili: filtrano il 90% dei droplet e il 24% di aerosol. Quattro strati di federa per cuscino a 600 fili ha la stessa protezione di una mascherine chirurgica;
    • Magliette in cotone: alla Virginia Tech hanno scoperto che un singolo strato di una maglietta di cotone filtrava il 50% di droplet e il 20% di aerosol. L’Università di Cambridge ha scoperto che due strati di una maglietta catturavano il 70% dei droplet, mentre per Smart Air ne cattura il 77% e il 15% di aerosol;
    • Strofinaccio da cucina: filtrava bene i droplet e il 48% di aerosol;
    • Borse riutilizzabili in polipropilene non tessuto: filtrano il 73% dei droplet e l’11% di aerosol;
    • Sciarpe e bandane: se sono in cotone leggero non proteggono molto;
    • Panni monouso per pavimenti usa e getta: solo il 7% di aerosol;
    • Filtro da caffè americano: filtra ma non fa respirare;
    • Filtri dell’aria e sacchetti da aspirapolvere (HEPA): filtrano ma i primi potrebbero rilasciare fibre pericolose, i secondi non sono traspiranti.


I TUTORIAL

Questo tutorial è del CDC Centers of Disease Control and Prevention e spiega come realizzare delle mascherine con dei tessuti come magliette o bandane:

Questi due tutorial sono fra i consigliati del New York Times. Il primo utilizza dei jeans e non prevede né l’uso di cuciture, né di lacci:

Il secondo utilizza un reggiseno:

Questi invece sono altri tutorial trovati su Youtube:

Questo invece è il video di Barbara Palombelli che mostra come realizzare una mascherina fai-da-te usando la carta forno:

Questi sono solo alcuni dei tanti tutorial che si trovano sul web, e come abbiamo visto “meglio che niente”. Per migliorare l’effetto filtrante si possono fare delle mascherine in tessuto mettendo all’interno dei filtri (tipo carta da forno o altro) sapendo però che l’effetto protettivo non sarà mai come una vera mascherina. Il principio è “meglio che niente”, ma il consiglio è quello di acquistare delle mascherine certificate e autorizzate.