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	<title>Coronavirus &#8211; Daniele Giudici</title>
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	<title>Coronavirus &#8211; Daniele Giudici</title>
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	<item>
		<title>In Borsa stai perdendo soldi? Ecco cosa fare per salvare l&#8217;investimento</title>
		<link>https://www.danielegiudici.it/coronavirus-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Giudici]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2021 15:45:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Al primo posto c&#8217;è la salute ed è fondamentale capire che combattere il Coronavirus significa salvare vite umane. Poi c&#8217;è il fattore economico con cui fare i conti: l&#8217;economia è paralizzata e questo avrà ripercussioni. Molti, però, ci stanno già rimettendo oggi pur rimanendo a casa e senza fare nulla: sono coloro che hanno investito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Al primo posto c&#8217;è la salute ed è fondamentale capire che combattere il Coronavirus significa salvare vite umane. Poi c&#8217;è il fattore economico con cui fare i conti: l&#8217;economia è paralizzata e questo avrà ripercussioni. Molti, però, ci stanno già rimettendo oggi pur rimanendo a casa e senza fare nulla: sono coloro che hanno investito i loro soldi nel mercato finanziario. Un mercato che per natura è volatile, e il rischio c&#8217;è ovviamente, ma che con il Coronavirus sta assumendo contorni terribili. Coronavirus e investimenti, cosa fare?</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">OK IL RISCHIO MA&#8230;</span><br />
</strong>Perché si investe? Perché mantenere i soldi sul conto equivale a perdere soldi e per non perdere il valore dei nostri risparmi dunque bisogna investirli ma quanto siamo pronti a rischiare per avere dei guadagni? Il sogno di tutti è investire 100 per ottenere da 101 a salire, anche se è normale che a volte si possa arrivare a 99 o meno. L<strong>a curva è sempre sinusoidale, l&#8217;oscillazione è sempre su e giù: oggi perdi, domani guadagni, oggi guadagni domani perdi. Ci sta.</strong></span><br />
<span style="color: #000000;"><strong>Il Coronavirus però equivale a una guerra</strong>. Molti tendono a considerarla solo una crisi finanziaria, seppur importante, come fu il periodo post-11 settembre, il post-Sars, il post-fallimento della Lehman Brothers, il post-rischio crac di alcuni Stati, il post-Brexit e così via. Quei casi, però, erano legati a un focolaio ben preciso che poteva infettare un sistema che è interconnesso, ma il tutto era abbastanza circoscritto. In questo caso la crisi è globale e nessuno è risparmiato. Ha iniziato la Cina, ora colpisce l&#8217;Europa, domani colpirà gli Stati Uniti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">PERCHE&#8217; CROLLANO LE BORSE</span><br />
</strong>Le Borse ragionano così: se tutto va bene ci saranno utili, quindi il valore della azioni di una azienda (o dei fondi che comprendono quelle aziende) salirà e se io ho investito 100 per 100 azioni quando costavano 1 euro l&#8217;una, se oggi valgono 2 euro, ho avuto un guadagno di 100 euro (100 investito+100 di guadagno). Questo è il panorama positivo. Il problema è se quell&#8217;azienda va male e il valore di una azione scende a 0,5 euro: allora oggi quelle 100 azioni valgono 50 euro e dunque sto perdendo 50 euro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo vale per una società quotata, ma vale per ogni investimento. Poi c&#8217;è quella speculativo sui future, sulle scommesse al negativo, l&#8217;insider trading, le vendite allo scoperto ecc. ma quello è un altro discorso. Rimaniamo invece sugli investimenti di un privato che decide di tentare la strada dell&#8217;investimento magari spinto dalla propria filiale di banca.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CORONAVIRUS E INVESTIMENTI: VENDO, RESTO O ACQUISTO?</strong> </span><br />
<span style="color: #000000;">Chiunque abbia investito anche un solo euro oggi si sta ponendo questa domanda. Sta vedendo i suoi risparmi crollare giorno dopo giorno, cosa fare? Ci sono tre profili di investitori:</span></p>
<ol>
<li><span style="color: #000000;"><strong>EMOTIVO</strong>: Quando vede una perdita decide subito di vendere. Il problema è che se ha investito 100.000 euro e oggi il mercato è crollato del 20% significa che accetta una perdita di 20.000 euro per salvare i restanti 80.000. La sua paura è: &#8220;oggi perdo 20.000 ma l&#8217;andazzo è brutto, rischio di perderne 30.000 o 50.000&#8221;.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>RAZIONALE</strong>: Ingoia il rospo e va avanti sperando che prima o poi la situazione migliori. Fa finta di non aver investito neanche un euro, anzi, neanche le legge le notizie finanziarie e riaprirà la pagina investimenti dell&#8217;home banking solo fra qualche mese quando tutti penseranno alle vacanze al mare e non più al Coronavirus.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>CORAGGIOSO</strong>: Oggi perde 20.000 euro? E lui ne investe altrettanti aumentando l&#8217;esposizione da 100.000 a 120.000 euro. Un folle? </span></li>
</ol>
<p><span style="color: #000000;">In realtà tutti e tre hanno ragione, perché i soldi sono guadagnati e non è che vengono regalati.</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;">Il primo ha ragione perché almeno perde poco. Poi si vedrà. Magari più avanti proverà a reinvestire ciò che è rimasto sperando in una crescita. Nel frattempo si autoconvince di aver fatto un acquisto invisibile e&#8230; pazienza.</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Il secondo ha ragione perché tutte le crisi vengono superate. Le Borse hanno superato guerre mondiali, crisi economiche, terrorismo, bombardamenti, epidemie, e sono sempre tornate a salire e a guadagnare. Quindi supererà anche questa. Magari impiegherà più tempo per rientrare della perdita.</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Il terzo ha ragione perché oggi le azioni costano molto meno e quindi può acquistarne di più. Se ieri con 20.000 euro avrebbe acquistato 20 mila azioni a 1 euro. Oggi quelle azioni valgono 0,5 e con la stessa cifra può acquistarne 40 mila. Questi significa che quando le azioni torneranno a valere 1 euro (e ci torneranno prima o poi) avrà raddoppiato l&#8217;investimento. Questo significa rientrare prima delle perdite accumulate oggi.</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;ideale di un investitore amante del rischio e delle opportunità, infatti, sarebbe quello di acquistare oggi che le azioni costano poco. Lo ha spiegato bene <a style="color: #000000;" href="https://www.affaritaliani.it/economia/buffett-approfitta-del-coronavirus-l-oracolo-all-11-2-di-delta-airlines-656127.html" target="_blank" rel="noopener">Warren Buffett che in piena crisi per il Coronavirus ha investito in una compagnia aerea, la Delta</a>: </span></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;"><em>«ora la preoccupazione preminente è il coronavirus e i suoi effetti, ma tra sei mesi avremo un nuovo fattore esogeno. La vera domanda da porsi è: come performeranno le compagnie americane tra dieci, vent’anni?»</em></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000;">Ecco perché i vari consulenti oggi consigliano di aggiungere soldi agli investimenti.<br />
</span><span style="color: #000000;">Però serve coraggio. Tanto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">CORONAVIRUS E INVESTIMENTO: COME MI COMPORTO? LO SPIEGA LA FINANZA COMPORTAMENTALE</span><br />
</strong>Come comportarci? Qui subentra la Finanza Comportamentale che si occupa del comportamento delle persone di fronte alle decisioni economiche da prendere. Un libro fondamentale è &#8220;Pensieri Lenti, Pensieri veloci&#8221; di Daniel Kahneman che proprio per queste scoperte ha vinto un Nobel all&#8217;economia. <a style="color: #000000;" href="https://www.danielegiudici.it/miscellanea/pensieri-lenti-pensieri-veloci/">In un altro articolo spiego bene tutte le tematiche del libro, mentre qui prendo solo qualche spunto</a>.<a href="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-642 aligncenter" src="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman.jpg" alt="Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman" width="130" height="201" srcset="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman.jpg 366w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman-194x300.jpg 194w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman-355x550.jpg 355w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman-323x500.jpg 323w" sizes="(max-width: 130px) 100vw, 130px" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">In pratica, secondo Kahneman racconta alcuni temi fondamentali:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><strong>NON SIAMO NOI CHE DECIDIAMO, ANCHE QUANDO SIAMO NOI CHE DECIDIAMO</strong>: Sembra un controsenso, ma non lo è. Non prendiamo decisioni in modo freddo e calcolato, ma più o meno a casaccio perché in balia delle bias cognitive, ovvero i giudizi (o pregiudizi) che abbiamo accumulato con l&#8217;esperienza e le conoscenze accumulate negli anni (Euristica della disponibilità). Insomma, non leggiamo i dati, ma li interpretiamo in base a ciò che vogliamo leggere. E&#8217; così su tutto: anche negli affari, la simpatia del nostro interlocutore gioca un ruolo fondamentale anche oltre il vantaggio che ne deriva. Ad esempio ci fidiamo della prima risposta che ci viene in mente, siamo più propensi ad accettare se il nostro interlocutore annuisce con la testa, ci comportiamo diversamente se sappiamo di essere osservati oppure odiamo le pubblicità ma scegliamo i prodotti delle aziende che ci bombardano di messaggi. La lista degli &#8220;errori&#8221; che manipolano le nostre scelte è lunghissima e fa impressione sapere che, in fondo, non decidiamo con razionalità.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>TEORIA DEL PROSPETTO:</strong> Di fronte a un problema abbiamo diverse reazioni ma nel caso degli investimenti ci interessano soprattutto queste:</span>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><strong>AVVERSIONE ALLA PERDITA:</strong> Preferiamo non perdere piuttosto che guadagnare: <span style="font-weight: 400;">se bisogna scegliere fra ciò che si ha e ciò che non si ha, si tende a rimanere come ciò che si ha. E&#8217; una sorta di &#8220;istinto di sopravvivenza&#8221; ed è quello che non ci fa accettare una sfida, preferendo rimanere nella zona di comfort, o che al supermercato ci fa preferire una offerta &#8220;dà grande risparmio&#8221; rispetto a una &#8220;dà maggiore valore&#8221;. E&#8217; ciò che farebbe l&#8217;investitore numero 1.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>EFFETTO DI ISOLAMENTO:</strong> L&#8217;isolamento è del ragionamento. La maggior parte delle persone tende a limitarsi alla prima opzione considerata &#8220;accettabile&#8221;. Le altre opzioni? Per usare un&#8217;espressione, &#8220;da un orecchio entrano e dall&#8217;altro escono&#8221;. E&#8217; ciò che farebbero tutti e tre gli investitori.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>EFFETTO DI RIFLESSIONE:</strong> E&#8217; l&#8217;opposto dell&#8217;avversione alla perdita. Anche chi non rischierebbe neanche di scendere dal divano, di fronte a una perdita si sente forte di rischiare tutto. E&#8217; la &#8220;mossa della disperazione&#8221;. E&#8217; ciò che farebbe l&#8217;investitore numero 3. </span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">Richard Thaler dà valore alle teorie di Kahneman con l'&#8221;Effetto della Dotazione&#8221;: il focus è sul possesso. Quindi se possiedo un oggetto la tendenza è &#8220;avversione alla perdita&#8221;, se non lo possiamo la tendenza è il piacere di procurarselo. Questo spiegherebbe il diverso comportamento dei vari investitori: i risparmi di una vita sudati con tanti anni di lavoro hanno un valore mentre i soldi investiti perché arrivati da una eredità ne hanno un altro.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>E QUINDI?</strong> </span><br />
<span style="color: #000000;">Kahneman ci mostra che disinvestire accettando una perdita o continuare e aggiungere altri fondi all&#8217;investimento per rientrare il prima possibile è una decisione che fa parte della propria visione della vita, delle proprie esperienze e di quanto si è davvero pronti a studiare le carte. Il consiglio è quello di fidarsi del proprio consulente finanziario che ha studiato la storia della finanza e che può meglio indicarci una via. E&#8217; chiaro che siamo di fronte a una battaglia che non ha molti precedenti: la Sars in Italia ebbe 4 casi positivi e 0 morti, quindi non è paragonabile, eppure le Borse ebbero un tonfo che poi fu recuperato, come dimostra il seguente grafico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-finanza.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1278" src="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-finanza.jpg" alt="" width="848" height="564" srcset="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-finanza.jpg 848w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-finanza-300x200.jpg 300w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-finanza-768x511.jpg 768w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-finanza-465x309.jpg 465w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-finanza-695x462.jpg 695w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una cosa è certa. Oggi il mondo intero è nel panico, figuriamoci gli operatori di Borsa, ma la scoperta dei farmaci che cureranno i sintomi e il vaccino, un calo dei contagi, l&#8217;arrivo del caldo che probabilmente acquieterà la tensione, e tante altre notizie che arriveranno per forza di cose spingeranno a un forte rimbalzo della finanza. Bisogna ragionarci bene, e le scoperte di Kahneman possono darci una mano.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché prendo sempre decisioni sbagliate? &#124; La lezione di &#8220;Pensieri Lenti e Veloci&#8221;</title>
		<link>https://www.danielegiudici.it/pensieri-lenti-pensieri-veloci-kahneman/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Giudici]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 16:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Project management]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Pensieri Lenti e Veloci&#8221; è considerato uno dei libri più importanti degli ultimi anni e questo perché le teorie di Daniel Kahneman, psicologo, hanno dato un forte impulso alla sua materia ma soprattutto all&#8217;economia, al modo in cui i consumatori prendono le loro decisioni e, quindi, al modo in cui possono essere presentate offerte e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">&#8220;<strong>Pensieri Lenti e Veloci</strong>&#8221; è considerato uno dei libri più importanti degli ultimi anni e questo perché le teorie di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Kahneman" target="_blank" rel="noopener">Daniel Kahneman</a>, psicologo, hanno dato un forte impulso alla sua materia ma soprattutto all&#8217;economia, al modo in cui i consumatori prendono le loro decisioni e, quindi, al modo in cui possono essere presentate offerte e nuovi prodotti, oltre a tantissime altre applicazioni. Per questo Kahneman, considerato il fondatore della economia comportamentale, ha anche vinto il <a href="https://www.nobelprize.org/prizes/economic-sciences/" target="_blank" rel="noopener">Premio Nobel all&#8217;economia nel 2002</a>: «per avere integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni d&#8217;incertezza». </span><br />
<span style="color: #000000;"><a href="https://www.amazon.it/gp/product/8804671955/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=8804671955&amp;linkCode=as2&amp;tag=alohasrl01-21&amp;linkId=90b9bb3201a262dbff3837646738df06" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-642 size-medium" src="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman-194x300.jpg" alt="Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman" width="194" height="300" srcset="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman-194x300.jpg 194w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman-355x550.jpg 355w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman-323x500.jpg 323w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/Pensieri-lenti-e-veloci-Kahneman.jpg 366w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a>Attenzione, il libro è molto interessante ma le oltre 600 pagine di linguaggio tecnico e teorie complesse non sono semplici da digerire. Ecco un riassunto dei concetti salienti, ovviamente il consiglio è quello di acquistare il libro (<a href="https://www.amazon.it/gp/product/8804671955/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=8804671955&amp;linkCode=as2&amp;tag=alohasrl01-21&amp;linkId=90b9bb3201a262dbff3837646738df06" target="_blank" rel="noopener">potete acquistarlo su Amazon</a>) per leggerlo interamente perché è ricco di spunti e perché ogni passo viene esplicato in modo esaustivo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>LA TEORIA ECONOMICA DELL&#8217;UTILITA&#8217; ATTESA</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Tutto parte dalla &#8220;<strong><a href="https://www.soldionline.it/guide/psicologia-finanza/la-teoria-dell-utilita-attesa" target="_blank" rel="noopener">Teoria economica dell&#8217;Utilità Attesa</a></strong>&#8221; di John Von Neumann e Oskar Morgenstern sulle condizioni ideali per prendere una decisione che consideriamo corretta. Alla fine degli anni &#8217;70, Kahneman corregge questa teoria con la sua &#8220;<strong>Teoria del Prospetto</strong>&#8221; ideata dopo anni di studi e di ricerche insieme al collega <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amos_Tversky" target="_blank" rel="noopener">Amos Tversky</a> che purtroppo non ha potuto ritirare il premio Nobel perché deceduto nel 1996, e che spiega al meglio in &#8220;<strong>Pensieri Lenti e Veloci</strong>&#8220;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Kahneman parte dal presupposto che non prendiamo decisioni in modo freddo e calcolato ma che, al contrario, tendiamo a prendere decisioni anche fondamentali più o meno a casaccio. E questo per via delle <em>bias</em> cognitive, ovvero i giudizi (o pregiudizi) che abbiamo sviluppato con le esperienze e le conoscenze accumulate negli anni<em> (</em><strong>Euristica della disponibilità</strong><em>)</em>. E&#8217; il modo in cui interpretiamo gli eventi che non sempre analizziamo in modo corretto preferendo una analisi euristica più che razionale. Il mondo delle euristiche è affascinante: con l&#8217;<strong>Euristica dell&#8217;affetto</strong> decidiamo in base alla simpatia dell&#8217;interlocutore, con l&#8217;<strong>Euristica Intuitiva</strong> prendiamo decisioni semplificando i casi: l&#8217;autore fa l&#8217;esempio dell&#8217;acquisto di azioni della Ford dove invece di fare una attenta costi/benefici ci limitiamo al &#8220;la Ford è un&#8217;auto che mi piace e mi sta simpatica&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_640" aria-describedby="caption-attachment-640" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/daniel-kahneman.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-640" src="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/daniel-kahneman-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/daniel-kahneman-200x300.jpg 200w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/daniel-kahneman-367x550.jpg 367w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/daniel-kahneman-333x500.jpg 333w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/daniel-kahneman.jpg 496w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-640" class="wp-caption-text">Daniel Kahneman, psicologo, premio Nobel per l&#8217;economia</figcaption></figure>
<p><strong><span style="color: #993300;">PENSIERI LENTI E</span></strong><strong><span style="color: #993300;"> VELOCI</span></strong><br />
<span style="color: #000000;">Perché decidiamo così? Perché il nostro impianto cognitivo decisionale è composto da due parti, o Sistemi, definiti &#8220;<strong>Sistema 1</strong>&#8221; (<strong>pensiero Veloce</strong>) e &#8220;<strong>Sistema 2</strong>&#8221; (<strong>pensiero Lento</strong>). In poche parole: il primo è quello delle decisioni al volo, prese senza pensarci troppo, del tipo che guardo una persona con un&#8217;espressione arrabbiata e mi rendo subito conto che è arrabbiata. Il secondo è quello del ragionamento e che subentra dopo, ad esempio è quello del calcolo matematico. Ovviamente il primo è quasi automatico, mentre per il secondo dobbiamo fermarci a riflettere e tutto il corpo viene bloccato: prova a chiedere a una persona che sta correndo di fare 17 x 24 e vedrai che si fermerà per fare il calcolo a mente (usando il Sistema 2).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>TANTI ESEMPI DI PENSIERI LENTI E VELOCI</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Bisogna sempre tenere a mente che stiamo parlando del modo in cui prendiamo le decisioni, ed ecco perché il libro di Kahneman si concentra molto nel modo in cui lo facciamo in balìa delle <em>bias</em>. Ecco alcuni esperimenti e teorie a supporto di questa concezione:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Deplezione dell&#8217;Io</strong>: il ragionamento mentale, lo sforzo di volontà e l&#8217;autocontrollo sono <a href="https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/14_giugno_23/autocontrollo-non-si-esaurisce-anzi-puo-migliorare-dei-trucchi-2965f16e-fadb-11e3-a232-b010502f9865.shtml" target="_blank" rel="noopener">uno sforzo per il corpo tanto quanto quello fisico</a>. Questo perché c&#8217;è un consumo di glucosio che ci affatica: ecco perché se guardiamo un film drammatico che ci commuove prima di fare un&#8217;attività atletica, poi saremo già stanchi prima ancora di cominciarla.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Test della Palla</strong>: ci fidiamo delle prima risposta che ci viene in mente. Ad esempio, alla domanda &#8220;<span style="font-weight: 400;">una mazza da baseball e una palla costano 1 dollaro e 10 dollari. La palla costa un dollaro in più. Quanto costa la mazza?&#8221; p</span><span style="font-weight: 400;">robabilmente risponderai &#8220;10 centesimi&#8221; e questo perché il Sistema 1 ha dato la prima risposta che gli è venuta in mente. La risposta corretta è 5 centesimi.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Il sorriso autoimposto</strong>: quando siamo tristi, possiamo cambiare umore con una semplice matita. Questo è il risultato di un esperimento: a un gruppo di studenti fu detto di <span style="font-weight: 400;">prendere una matita e di stringerla fra i denti tenendo la gomma a destra e la punta a sinistra. Poi stringendo tra i denti la parte con la gomma e quindi la punta era davanti a loro. Poi </span><span style="font-weight: 400;">poi fu chiesto loro se le vignette del &#8220;<a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Far_Side" target="_blank" rel="noopener">The far side</a>&#8221; (una serie a fumetti in voga negli Stati Uniti fra gli anni &#8217;80 e &#8217;90) fossero divertenti. </span>Chi aveva eseguito questi esercizi con la matita le trovava più divertenti.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Il giornalista</strong>: annuire con la testa ci fa accettare cosa ci viene detto anche se di base non lo saremmo. Un altro esperimento: <span style="font-weight: 400;">un gruppo di studenti doveva ascoltare un editoriale di un giornalista alla radio. Venne diviso in due: uno doveva annuire forzatamente mentre ascoltava, l&#8217;altro doveva scuotere la testa come a dire &#8220;no&#8221;. Risultato: il primo poi era favorevole al discorso, il secondo no.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>La macchinetta del caffè</strong>: ci comportiamo meglio quando sappiamo che c&#8217;è qualcuno che ci osserva. Tutto parte da una <span style="font-weight: 400;">ricerca di una università britannica dove i dipendenti pagavano il caffè di una macchinetta automatica con una offerta libera in un contenitore chiamato &#8220;scatola dell&#8217;onestà&#8221;. Un giorno i ricercatori misero una foto sopra alla macchinetta. Per 10 settimane si alternarono diverse foto: quella di due occhi che guardano, poi di un mazzo di fiori, poi i due occhi, poi i fiori e così via. Risultato: i dipendenti </span>pagavano di più il caffè quando c&#8217;erano gli occhi (fra 0,35 e 0,68), di meno quando c&#8217;erano i fiori (da 0,1 a 0,16). </span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Effetto Esposizione</strong>: quando vedrai che un brand appare 16 milioni di volte in un banner o in tv, il motivo è questo: l&#8217;esposizione frequente di una parola, simbolo, nome o altro finisce per renderlo familiare. Un esperimento dell&#8217;università del Michigan lo ha dimostrato: s<span style="font-weight: 400;">ul giornale studentesco vennero pubblicati degli annunci pubblicitari con una serie di parole turche: kadirga, saricik, biwonjni, nansoma e iktitf. Nessuna spiegazione, ma su ogni numero apparivano più volte queste parole. Successivamente fu </span><span style="font-weight: 400;">inviato un questionario a tutti gli studenti: &#8220;quale fra queste parole vi dà una sensazione di significare qualcosa di &#8216;buono&#8217; e quale qualcosa di &#8216;cattivo&#8217;?&#8221; Risposta: l</span><span style="font-weight: 400;">a maggior parte ha indicato come &#8220;buono&#8221; le parole apparse più frequentemente.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>WYSIAT (what you see is all there / quello che si vede è l&#8217;unica cosa che c&#8217;è)</strong>:<span style="font-weight: 400;"> è il saltare alle conclusioni e avviene quando il Sistema 1 non sa rispondere a una situazione e si basa sull&#8217;esperienza per velocizzare una risposta. Avviene quando il Sistema 2 è più stanco (le pubblicità sono più efficaci quando siamo stanchi, tipo la sera) e quando qualcuno ci chiede quanto sia probabile uno tsunami e ci vengono in mente le immagini di uno tsunami avvenuto 15 anni fa.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Effetto Alone</strong>: tutto dipende dalla prima impressione. Ovvero, <span style="font-weight: 400;">se ci piace una persona, ci piace anche tutto il resto di lui/lei (motivo per cui una venditrice ben truccata, ben vestita, e gentile è meglio di una trascurata che ci tratta con superficialità).</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Attivazione associativa</strong>: quando leggiamo una frase o vediamo qualcosa e subito ci tornano nella mente dei ricordi o qualche pensiero.</span>
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<li><span style="color: #000000;"><strong>Priming</strong>: è quando associamo una parola o un simbolo (brand) a una emozione o a uno stimolo. Esempio (in inglese): se leggi &#8220;E_T&#8221; ed è l&#8217;ora di pranzo, cosa leggerai? &#8220;EAT&#8221; (mangiare) ovviamente.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Effetto Florida:</strong> in un esperimento venne chiesto a un <span style="font-weight: 400;">gruppo di ragazzi fra 18 e 22 anni di creare frasi di senso compiuto composte da quattro parole usando una serie di cinque parole. Poi dovevano recarsi in un&#8217;altra stanza. I</span> ragazzi che nelle serie avevano termini come &#8220;calvo&#8221;, &#8220;ruga&#8221;, &#8220;grigio&#8221; o &#8220;smemorato&#8221; impiegavano più tempo, come se anche loro fossero &#8220;vecchi&#8221;.</span></li>
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<p><span style="color: #000000;">Questi sono alcuni esempi, Kahneman ne fa molti altri (dal &#8220;<strong>Problema del Gruppo senza capo</strong>&#8221; al modello RPDF &#8220;<strong>recognition-primed decision</strong>&#8220;, all'&#8221;<strong>Effetto Ancoraggio</strong>&#8220;) e con spiegazioni molto più tecniche, ma comunque si rende l&#8217;idea: pensiamo di essere indipendenti nelle nostre decisioni e invece siamo facilmente manipolabili da chi conosce le tecniche giuste.</span></p>
<p><em><strong>Continua a pagina 2 dove spiegherò il concetto cardine del libro di Kahneman&#8230;</strong></em></p>
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