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	<title>Storytelling &#8211; Daniele Giudici</title>
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	<title>Storytelling &#8211; Daniele Giudici</title>
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		<title>Simbolismo, quando un testo è molto più di ciò che credi</title>
		<link>https://www.danielegiudici.it/simbolismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Giudici]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 15:12:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Storytelling]]></category>
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					<description><![CDATA[Con questo post imparerai… a scrivere testi più intriganti che vanno oltre le semplici parole piene di senso.                  Cosa distingue un semplice testo ma un testo più intrigante? In un altro post ho parlato della Scrittura Criptica che punta sull&#8217;accennare alcune situazioni e sul dire/non dire per lasciare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #000000;">Con questo post imparerai… a scrivere testi più intriganti che vanno oltre le semplici parole piene di senso.                 </span></h5>
<p><span style="color: #000000;">Cosa distingue un semplice testo ma un testo più intrigante? In un altro post ho parlato della Scrittura Criptica che punta sull&#8217;accennare alcune situazioni e sul dire/non dire per lasciare al lettore la capacità di immaginarsi una scena e di interpretarla come meglio crede. Ora facciamo un passo successivo verso un testo sempre più particolare, parliamo del Simbolismo.<br />
</span></p>
<figure id="attachment_678" aria-describedby="caption-attachment-678" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-twin-peaks.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-678" src="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-twin-peaks-300x222.jpg" alt="Twin Peaks" width="300" height="222" srcset="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-twin-peaks-300x222.jpg 300w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-twin-peaks-465x345.jpg 465w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-twin-peaks.jpg 669w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-678" class="wp-caption-text">Twin Peaks</figcaption></figure>
<p><span style="color: #000000;">Perché in &#8220;<strong>Blade Runner</strong>&#8221; c&#8217;è un unicorno? Perché in &#8220;<strong>Lost</strong>&#8221; l&#8217;incidente è in aereo? E cosa vuole significare la scena finale (quella della foto in apertura)? Perché nella prima stagione de &#8220;<strong>I segreti di Twin Peaks</strong>&#8221; si vede un cavallo bianco nel salone di Donna Hayward? Potrei continuare per ore perché la narrativa (visuale come nel caso dei film o testuale come nei libri) è piena zeppa di questi casi. E&#8217; il simbolismo, ovvero lo spiegare qualcosa inserendo delle metafore o altri oggetti/eventi/persone che apparentemente nulla c&#8217;entrano con ciò che si vuole raccontare. Ovviamente parliamo di aspetti che sono coerenti con la storia narrata e quindi non sempre il lettore ci fa caso, ma ad una lettura più attenta si scopre un mondo del tutto diverso. Un mondo che può essere reale o no, magari stimola soltanto la fantasia del lettore. </span></p>
<figure id="attachment_677" aria-describedby="caption-attachment-677" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-shining.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-677 size-medium" src="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-shining-300x276.jpg" alt="" width="300" height="276" srcset="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-shining-300x276.jpg 300w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-shining-465x428.jpg 465w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-shining.jpg 539w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-677" class="wp-caption-text">Shining</figcaption></figure>
<p><span style="color: #000000;">Un esempio, avete presente la stanza di &#8220;<strong>Shining</strong>&#8221; di Stanley Kubrick? E&#8217; la numero 237. Pensate sia un numero a caso? Perché il piccolo Danny indossa una maglia con il razzo dell&#8217;Apollo 11 (quello dell&#8217;allunaggio del 1969 che secondo alcuni fu realizzato proprio con la regia di Kubrick in uno studio cinematografico). Perché la frase è proprio &#8220;All work and no play makes Jack a dull boy&#8221;? E così via. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #993300;">SIMBOLISMO, METAFORE E PARABOLE</span></strong><br />
<span style="color: #000000;">Ovviamente del Simbolismo, inteso come movimento artistico, ci sarebbe da scrivere a lungo, anche perché c&#8217;è sempre stato, più o meno, l&#8217;utilizzo del simbolismo nella storia della letteratura. In fondo, cos&#8217;erano le storie delle divinità del passato se non metafore simboliche che lanciavano dei messaggi alle popolazioni attraverso delle immagini più semplici? I grandi mistici, ad esempio, hanno sempre usato il simbolismo per parlare ai loro adepti attraverso le parabole: un conto è dire &#8220;se vi pentite e chiedete perdono sarete perdonati&#8221;, un altro è raccontare la storia del &#8220;figliol prodigo&#8221;. Un conto è dire &#8220;Non disubbidire al capo&#8221;, un altro è scrivere la storia di Adamo, Eva e Dio. E ancora, un conto è dire &#8220;Non esagerate a pretendere troppo o finite male&#8221; e un altro è descriverlo con la storia di Icaro. Sono immagini che si capiscono facilmente ma che portano messaggi più forti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>TANTE OPPORTUNITA&#8217; NARRATIVE</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Qui però mi limito a trattare il simbolismo sul piano della stesura letteraria di un nuovo romanzo. Gestire il simbolismo non è semplice. Anni fa ideai una cerimonia originale per il mio matrimonio e studiai a lungo tutta la simbologia dei vari riti nuziali in giro per il mondo cercando di capire il significato delle Fedi, dell&#8217;abito bianco, di alcune tradizioni&#8230; e alla fine realizzai la mia cerimonia con degli oggetti che avevano un forte significato. A questo link puoi trovare la cerimonia di matrimonio originale che ho scritto per le mie nozze mentre a quest&#8217;altro link trovi spiegato tutto il Simbolismo del mio matrimonio. </span><span style="color: #000000;">Forse in pochi hanno compreso tutte le centinaia di particolari che avevo inserito, ma il risultato è stato entusiasmante per tutti.<br />
Idem, il mio romanzo &#8220;<a href="https://www.amazon.it/gp/product/B00B069DBU/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=B00B069DBU&amp;linkCode=as2&amp;tag=alohasrl01-21&amp;linkId=11a5cd52db9e7744a20b21cc754a1864" target="_blank" rel="noopener">Il sapore dell&#8217;arcobaleno</a>&#8221; è pieno zeppo di simbolismo e i lettori possono sbizzarrirsi a cercare di capire perché i protagonisti dicono una certa frase piuttosto che un&#8217;altra o usano un oggetto piuttosto che un altro. Potrei dire &#8220;nulla è come sembra&#8221; che è un&#8217;espressione abusata, ma è vero che tutta la vicenda narrata rappresenta molto di più. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>COME INSERIRE I RIFERIMENTI SIMBOLICI</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Dunque, come usare il simbolismo? Pensa a cosa vuoi comunicare. Non mi riferisco alla trama, alle vicende, ma al messaggio che vuoi dare, al cosa rappresenta questa storia per te. Prepara una lista di concetti chiave che vuoi inserire. Una volta realizzata la lista, devi andare a cercarti il modo in cui nella storia sono stati simboleggiati. In commercio si trovano tanti libri sul simbolismo, qui te ne consiglio qualcuno, ma ce ne sono tanti, scegli quello che preferisci:</span></p>
<p style="padding-left: 40px;"><a href="https://www.amazon.it/gp/product/3836533073/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=3836533073&amp;linkCode=as2&amp;tag=alohasrl01-21&amp;linkId=39970b59d9e580a9d8a6a65da95b7253" target="_blank" rel="noopener">Il libro dei simboli</a> <span style="color: #000000;">(Taschen)</span></p>
<p style="padding-left: 40px;"><a href="https://www.amazon.it/gp/product/8809837177/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=8809837177&amp;linkCode=as2&amp;tag=alohasrl01-21&amp;linkId=210d158ba004449ff5a893dc7190e589" target="_blank" rel="noopener">Dizionario dei simboli, dei miti e delle credenze</a> <span style="color: #000000;">di C. Morel (Giunti)</span></p>
<p style="padding-left: 40px;"><a href="https://www.amazon.it/gp/product/8817146331/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=8817146331&amp;linkCode=as2&amp;tag=alohasrl01-21&amp;linkId=b2c7c48d894fc60c26cf65b3d95c8f36" target="_blank" rel="noopener">Dizionario dei simboli</a> <span style="color: #000000;">di J. Chevalier e A. Gheerbrandt (BUR)</span></p>
<p style="padding-left: 40px;"><a href="https://www.amazon.it/gp/product/8884408644/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=8884408644&amp;linkCode=as2&amp;tag=alohasrl01-21&amp;linkId=085813fda850c13d00401448b90b3cbc" target="_blank" rel="noopener">Enciclopedia illustrata dei simboli</a> <span style="color: #000000;">di C. Gatto Trocchi (Gremese)</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Ora scrivi accanto ai concetti il simbolo equivalente e quando lavori alla struttura della storia devi stare molto attento ad inserirli in modo coerente e ad incastrarli tutti. E&#8217; importante che non perdi mai di vista questi concetti perché se ti confondi rischi di fare un patatrac. Ad esempio, se un personaggio avrà un comportamento moralmente sbagliato potrà avere una passione per le maglie rosa con il disegno di un maiale o potrà avere un tatuaggio con una croce alla rovescia. Oppure, se vuoi realizzare una denuncia sul razzismo, inserisci un&#8217;azienda che ha come logo un &#8220;ok&#8221; fatto con le dita ma al contrario. Il simbolismo non deve essere necessariamente subdolo e subliminale, può anche essere semplice ed essere un valore aggiunto alla storia. </span></p>
<figure id="attachment_676" aria-describedby="caption-attachment-676" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-midnight-in-paris.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-676" src="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-midnight-in-paris-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" srcset="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-midnight-in-paris-300x214.jpg 300w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-midnight-in-paris-465x332.jpg 465w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2019/03/simbolismo-midnight-in-paris.jpg 694w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-676" class="wp-caption-text">Midnight in Paris</figcaption></figure>
<p><span style="color: #000000;">Hai presente il film &#8220;<a href="https://www.mymovies.it/film/2011/midnightinparis/" target="_blank" rel="noopener">Midnight in Paris</a>&#8221; di Woody Allen? La storia racconta di un uomo che è infelice nella sua quotidianità e che per magia si ritrova a vivere nella Parigi degli anni &#8217;20. Il film è un continuo alternarsi fra la Parigi di oggi e quella di ieri. Riguarda il film attentamente e vedrete che nelle scene ambientate nella Parigi di oggi piove sempre, mentre in quelle della Parigi del passato c&#8217;è sempre il sole e non piove mai. Qui la pioggia simboleggia la tristezza perché il protagonista preferisce rifugiarsi nel passato rispetto alla sua vita di oggi che non lo soddisfa. Questo almeno fino alla scena in cui il protagonista capisce che il passato era solo una scusa per scappare dal presente. Quanti ci hanno fatto caso?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>PERCHE&#8217; INSERIRLI</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">L&#8217;intento è semplice: rendere più interessante la storia e lanciare dei messaggi che parimenti non possono essere raccontati in modo diretto. Perché non possono essere raccontati? Magari perché sono argomenti scomodi o perché non sono interessanti. Un esempio: come sarebbe stata &#8220;<a href="https://www.amazon.it/gp/product/8804667923/ref=as_li_tl?ie=UTF8&amp;camp=3414&amp;creative=21718&amp;creativeASIN=8804667923&amp;linkCode=as2&amp;tag=alohasrl01-21&amp;linkId=472e85985bed49ecc590b533e1e35282" target="_blank" rel="noopener">La fattoria degli animali</a>&#8221; di George Orwell se invece degli animali ci fossero state delle persone normali? Sarebbe stato comunque bello, ma meno incisivo. Idem la fantascienza: molti testi di Isaac Asimov in realtà raccontano tutt&#8217;altro, ma avrebbero avuto lo stesso successo se non fossero ambientati in un futuro distopico? Anche la pioggia di Woody Allen ha la sua importanza: in questo modo possiamo percepire lo stato d&#8217;animo del protagonista anche con un evento fisico come un temporale. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il simbolismo, dunque, rende tutto più profondo ed è una tecnica abbastanza avanzata di scrittura. Il rischio per un principiante è quello di fare un gran casino, di mettere lì dei simboli a caso che non aggiungono nulla alla storia, anzi, la confondono. Bisogna fare attenzione, può essere un valore aggiunto, o la tua rovina.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: right;"><span style="color: #000000;"><em>7066 CARATTERI TEMPO DI LETTURA: 5 MINUTI</em></span></h5>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa è l’Attenzione Selettiva e Come Usarla</title>
		<link>https://www.danielegiudici.it/come-usare-attenzione-selettiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Giudici]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2021 14:06:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Storytelling]]></category>
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					<description><![CDATA[Con questo post imparerai… come viene usata la psicologia per far arrivare allo spettatore una pubblicità o un articolo.                          Stiamo vivendo nell’era della saturazione delle informazioni. Fino a qualche decennio fa la pubblicità televisiva e sui mezzi di stampa era limitata in spazi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #000000;">Con questo post imparerai… come viene usata la psicologia per far arrivare allo spettatore una pubblicità o un articolo.                         </span></h5>
<p><span style="color: #000000;">Stiamo vivendo nell’era della saturazione delle informazioni. Fino a qualche decennio fa la pubblicità televisiva e sui mezzi di stampa era limitata in spazi ristretti così come l’informazione era riservata a pochi canali comunicativi. Oggi invece c’è una pioggia fittissima di notizie, immagini, suoni, parole, pubblicità che ormai è assordante e che spinge i professionisti della Comunicazione a chiedersi come trovare il modo giusto per attirare l’attenzione selettiva delle persone. </span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Cosa è l’Attenzione Selettiva<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">Si tratta di un processo cognitivo passivo che permette alla nostra mente di selezionare gli stimoli che ci interessano in mezzo a una miriade di altri messaggi disturbanti. Il fenomeno è noto anche come “cocktail party” perché si può spiegare con la situazione di un party: in una stanza ci sono decine di persone che parlano nello stesso momento, ma noi ascoltiamo soltanto il nostro interlocutore. Può essere distinta in Attenzione Selettiva Visiva (zoom sul punto di interesse) e Attenzione Selettiva uditiva (filtra tutte le voci selezionando solo quella che ci serve). Non va confusa con la concentrazione che invece coinvolge la volontà.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Come viene usata l’Attenzione Selettiva dai Comunicatori<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">In mezzo a tanto frastuono, come si fa a fare in modo che i consumatori selezionino proprio il nostro messaggio e ignorino quello degli altri?</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Aumento dello stimolo:</strong> Hai notato che gli spot televisivi hanno un volume più alto, che la musica ha un ritmo e un bpm differente a secondo del messaggio che vuole veicolare (rilassato e calmo per i prodotti materni, ritmati e potenti per i prodotti rivolti a un pubblico più giovane), che la regia e il montaggio sono differenti a seconda dell’orario e del programma che interrompe?</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Lo storytelling sempre più spinto:</strong> Ormai siamo all’abuso dello storytelling (una ministoria di 15 o 30 secondi) in cui il prodotto pubblicizzato è secondario, come nei film (product placement): quindi ecco Pierfrancesco Favino guidare il camion con il logo del brand, mentre cucina la sua pasta, senza dire alcuna caratteristica (provenienza delle farine, punto di cottura, ecc.). Le caratteristiche contano meno della storia.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Le emozioni: </strong>Che differenza c’è fra lo spot di un’auto con Piero Chiambretti e un asino e lo spot di un’auto in cui un bambino dice che il padre è un supereroe perché apre il portabagagli senza mani? Nessuna, entrambi pu<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-211 alignright" src="http://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/Spot-Barilla.jpg" alt="Spot-Barilla" width="345" height="225" srcset="https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/Spot-Barilla.jpg 505w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/Spot-Barilla-300x195.jpg 300w, https://www.danielegiudici.it/wp-content/uploads/2017/11/Spot-Barilla-465x303.jpg 465w" sizes="auto, (max-width: 345px) 100vw, 345px" />ntano sull’emozione. Nel primo caso si punta a far ridere, nel secondo si punta alla commozione, ma l’effetto è identico.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>I testimonial:</strong> Usare una celebrità ha un impatto molto forte e se poi questa viene usata in modo ironico o al di fuori di come lo percepisce la gente (esempio, Antonio Banderas che fa il fornaio) si ha un effetto moltiplicatore: l’attenzione è garantita («Ma che fa Banderas?») e anche il passaparola (esempio, tutti i comici che citano lo spot per prenderlo in giro, in realtà stanno inculcando il messaggio come un martello) arrivando anche all’<a href="http://www.danielegiudici.it/miscellanea/effetto-baader-meinhof/">Effetto Baader-Meinhof</a>.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>La curiosità:</strong> Ricordate come fu lanciata la serie tv “I segreti di Twin Peaks” alla fine degli ‘80. Su ogni canale Fininvest andarono a ripetizione una miriade di mini-spot con una sola frase: “Chi ha ucciso Laura Palmer?”. Nulla di più. Qualsiasi cosa stessero facendo le persone a casa veniva interrotta. E’ un effetto curiosità.</span></li>
</ul>
<p><iframe loading="lazy" title="I Segreti di Twin Peaks -  Promo Canale 5 1991" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/hAbvo1CdjNA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Gli effetti sonori:</strong> Avete notato che alcuni spot iniziano con un piccolo suono tipo un fruscio o un campanello? Avete notato che in tv i blocchi di spot vengono aperti e chiusi da quello di una trasmissione tv e che questo ha un jingle in sottofondo sempre uguale?</span></li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #000000;">Alcuni esempi pratici di Attenzione Selettiva<br />
</span></strong><span style="color: #000000;">Queste sono solo alcune delle pratiche usate, ma ce ne sono moltissime altre da studiare e usare. E non parlo solo della pubblicità perché l’Attenzione Selettiva deve essere catturata anche dagli speaker radiofonici, dai conduttori tv e dai giornalisti di carta stampata e digitale. Quando ci sono migliaia di siti e trasmissioni di informazione che forniscono più o meno le stesse notizie, la battaglia è senza esclusione di colpi. </span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Come fare dunque? </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Target: </strong>Bisogna innanzitutto capire chi si vuole raggiungere (ecco perché siamo nell’Era del Data Analysis), il modo in cui pensa, si comporta, sceglie, cosa gli interessa, cosa lo attrae, cosa gli piace. Sapendo che ciò che gli piaceva ieri probabilmente oggi lo odierà e domani ne sarà indifferente.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Creare un messaggio completo:</strong> Il messaggio va scritto nel modo più efficace, scegliendo il testimonial giusto, la musica, i colori e il taglio più corretto e inserendolo nel contesto esatto. Il messaggio è l’aspetto fondamentale, anche più importante del prodotto stesso: ovviamente le cose devono essere collegate perché se troppo sconnesse si ricorda il messaggio ma non il prodotto.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Interazione:</strong> In un altro post scriverò della Strategia per la Campagna Pubblicitaria Perfetta, per ora mi limiterò a dire che il ricevente deve interagire con il messaggio. Quindi, se io ricevente sono sul web devo condividerlo sui social, se sono in tv o su una rivista devo sorprendermi («Ma guarda te che fine ha fatto Banderas») per poi comunicarlo agli altri («L’hai visto lo spot con Banderas?»).</span></li>
</ul>
<h5 style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">5192 battute &#8211; Tempo di lettura: 4’</span></h5>
]]></content:encoded>
					
		
		
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