La Regola d'Oro della Scrittura
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LA REGOLA D’ORO DELLA SCRITTURA: ECCO COSA FARE
E’ dunque fondamentale che l’autore abbia bene in testa l’obiettivo per cui scrive l’articolo e non è sufficiente seguire le famose “5W” (What, Who, Why, Where, When). Ecco cosa deve considerare:

  • Utilità: deve scrivere un testo che il lettore deve leggere per imparare qualcosa. Immagina che il testo sia una lezione: prima il lettore non sa nulla, poi diventa un esperto grazie a te
  • Motivo: non basta scrivere un bel testo, serve un motivo per cui lo scrivi. Qual è il tuo obiettivo? Cosa vuoi comunicare/insegnare/condividere? Perché lo scrivi? E soprattutto, qual è il senso dell’articolo? 
  • Non accennare ma spiega in modo approfondito: non c’è cosa peggiore per chi legge nel trovarsi davanti a un testo con informazioni appena accennate. Porca miseria, se sto leggendo un manuale di auto-aiuto, ad esempio, è perché cerco delle risposte e non puoi scrivermi “bevi l’acqua che fa bene all’organismo”. No, devi spiegarmi PERCHE’ fa bene bere l’acqua, devi spiegarmi quali sono i processi chimici, quali sono i benefici a livello fisiologico e psichico, devi dirmi quale tipo di acqua, la quantità consigliata, in quale momento della giornata e così via. Se mi dici soltanto “bevi l’acqua che fa bene” non mi hai dato nulla di nuovo. Purtroppo, il mondo dell’informazione è pieno di “bevi l’acqua che fa bene”
  • Devi essere esperto: non basta sapere qualcosa di un tema, devi esserne un esperto. Quando ho iniziato a scrivere per i quotidiani, i miei direttori del tempo mi facevano riscrivere più volte lo stesso articolo finché non era completo. Questo significava ritornare dalle fonti, raccogliere altre informazioni, studiare le carte, formarsi un quadro completo. Solo dopo mi facevano scrivere, ma il testo era quasi una conseguenza del lavoro precedente. Mi rendo conto che sto parlando dei primi anni ’90 e che da allora il mondo dell’informazione ha avuto un crollo: purtroppo oggi nessuno fa più ricerca, e tutto è un copia-incolla di rimpallo fra i vari siti o da varie fonti senza neanche sforzarsi a dare un senso logico al collage
  • Pensa da ignorante: sembra un controsenso, ma non lo è. Devi essere un esperto dell’argomento di cui stai per scrivere, ma devi ragionare come se non ne sapessi nulla perché chi leggerà il tuo testo effettivamente non saprà nulla. E’ quello che nel giornalismo viene volgarmente chiamato “scrivi per la casalinga di Voghera” (questa espressione nasce da un sondaggio della Rai degli anni ’60 sulla conoscenza di alcuni termini italiani e la città dove c’era minor conoscenze di quei termini era proprio Voghera). Non devi dimostrare di essere un professorone, non devi utilizzare termini che devo andare a cercare sul dizionario, né concetti che non posso capire. La bravura di un comunicatore sta proprio qui 
  • Idee chiare: a ogni giornalista è capitato di scrivere articoli di argomenti di cui si hanno poche notizie. Agli inizi scrivevo articoli su una squadra di basket senza che io ne conoscessi le regole. Cosa ho fatto? Mi sono informato, ho studiato, non sono diventato un coach o un appassionato, ma sapevo cosa dovevo scrivere. Facevo la stessa cosa quando progettavo e dirigevo riviste per teenager per il gruppo Cioè: non ero una ragazza di 13 anni ma mi entravo nel loro mondo con dei focus group, seguendo forum, leggendo i loro commenti, frequentando le scuole con degli incontri specifici. Anche se non sei un esperto del tema, almeno informati bene e cerca di conoscere bene ciò che vuoi raccontare. Se tu hai lei idee confuse, le scriverai in modo approssimativo e chi ti leggerà non capirà granché: la prima volta lo freghi, la seconda ti abbandonerà
  • Lo schema: puoi usare delle mappe mentali, oppure una flowchart, un diagramma, una to-do-list, il metodo che preferisci, ma l’importante è che prima di metterti davanti al computer per scrivere la prima parola, tu sviluppi tutto l’articolo concettualmente. Decidi quali argomenti esporre, la sequenza, cosa spiegare meglio e cosa solo accennare perché non troppo rilevante. Quando hai ben chiaro il testo, allora puoi iniziare
  • Less is more: nella comunicazione questo è fondamentale. Se hai raccolto cento informazioni, non inserirle tutte: quante sono quelle utili? Cinque, dieci? Inserisci solo ciò che è davvero rilevante. I quotidiani, in questo, sono stati una buona palestra per me: riuscire a scrivere di un omicidio in 10 righe è una bella sfida
  • Non dare nulla per scontato: una cosa che mi irrita come editore di libri e come direttore di riviste quando autori di manoscritti o di articoli mi portano i loro lavori è quello di dare per scontato alcune informazioni. Un esempio recente è quando leggiamo articoli sulla TAV scritti da giornalisti sicuri che chi legga sappia tutto. No, no, no. Una delle prime lezioni del giornalismo che ho appreso dai miei maestri è stata “Scrivi anche il millesimo articolo su un argomento come se fosse il primo”. Non sempre chi leggerà quel millesimo articolo ha letto i precedenti, quindi merita una spiegazione su tutto.

 

COSA FACCIO IO
Con l’esperienza ho imparato questa regola d’oro della scrittura come se fosse un dogma. Quando progetto una rivista o un sito o un libro, il primo pensiero è rivolto al lettore: cosa può imparare da questo lavoro? Come posso essere utile? Utilizzo una tecnica semplice, immagino che il lettore si “rivenda” l’informazione che ha letto nel mio articolo magari mentre è a cena con gli amici, oppure che possa spingerlo a riflettere per una sua crescita personale.
Se non ottengo questo, è come se avessi sprecato il suo tempo.

Ecco perché al mio staff e agli autori che mi sottopongono i loro manoscritti, in particolare i saggi, ripeto sempre questa regola d’oro della scrittura: non è importante l’argomento, può essere un articolo di gossip, di cronaca nera, di economia, di psicologia, di fisica, il discorso è sempre lo stesso, chi legge deve imparare qualcosa dalla lettura del testo.

E’ importante imparare a scrivere bene e la regola d’oro della scrittura, ovvero che quello che scrivi debba essere utile, è uno dei fondamenti della buona scrittura.

 

PS: Certo, poi c’è lo Show Don’t Tell e la Scrittura criptica, ma questo è un altro discorso…

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